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LOS PICOS 6500


13 X 6500 Picos Andes  in 43 giorni

 

Un sogno nel cassetto......un sogno che si è realizzato, concatenare tutte le 13 cime più alte di Argentina, Cile, Bolivia in continuità era una nostra vecchia idea.

Circa un anno fa la condivisione del futuro viaggio alpinistico in Sud America con Tommy e Silvestro e subito e già praticamente un grosso progetto avviato che si materializza nel concatenare tutte e 16 le vette più alte oltre i 6500 metri delle Ande in continuità.

Alcuni mesi prima della partenza un problema ad ottenere un permesso invernale per Aconcagua ci costringe a partire nell'ultima parte della buona stagione australe anticipando la partenza a fine febbraio in modo che seguendo il nostro programma preparato a tavolino e andando avanti con tutte le altre montagne ci troviamo ad essere al Sajama in Bolivia troppo presto per affrontare i due Huascaram e lo Yerupaia in Perù che saranno in condizioni quasi invernali quindi pericolosi per le valanghe.

Poco prima di partire cambio di programma e decidiamo già di dividere il progetto iniziale in un grosso progetto di salita dei 13 colossi di Argentina, Cile e Bolivia e poi in autunno con buone condizioni i tre restanti in Perù.

Altra grossa novità, alcune settimane prima della partenza si aggiunge il giovane nostro amico  Michele Leonardi che si rivelerà un bravo andinista d' alta quota salendo con noi tutte le montagna oltre al suo compito principale di documentare tutto il nostro viaggio alpinistico.

Partiamo da casa il 20 febbraio e dopo solo 6 giorni siamo già in cima Aconcagua  sfidando tutte le più elementari regole dell’acclimatamento poi da qui inizia la lunga serie dei trasferimenti fra una cima e l’altra tra Argentina, Cile, Bolivia con due mezzi 4x4 preparati per lunghe piste offroad.

 Il 6 marzo siamo in cima al Cerro Tupungatto  che richiede anche una carovana di cavalli e muli per il lungo avvicinamento quindi il 12 marzo segue la cima del Cerro Mercedario al limite della sopportabilità visto i 100km/h di vento.

Velocemente il 16 marzo saliamo il Cerro Bonete.

Lungo traferimento nella regione della Puna dove il 19 marzo saliamo Inchauasi poi dopo una lunga pista fuoristrada il 21 marzo segue il Cerro Pissis poi su pista offroad raggiungiamo il Walter Penk che lo saliamo il 23 marzo con molta neve inaspettata. 

Breve giornata di pausa nella cittadina di Fiambalà per la spesa e una doccia  poi di nuovo trasferimento al rifugio Murlay dove in successione saliamo lo stesso giorno il 26 marzo il Cerro Tres Cruses Sur   e il Tres Cruses Central.

Il giorno dopo stacanovisti saliamo il Muerto e dopo una giornata di riposo il 29 marzo simo in cima al mitico Cerro Ojos de Salado il vulcano piu alto del mondo.

Mille chilometri di asfalto e traccia offroad con traversamento di vasti Salar ci separano dal Cerro lulaillaco che saliamo sempre in no stop il 2 aprile.

Sentiamo farsi sotto la stanchezza ma anche la consapevolezza che il Cerro Sajama è la nostra montagna che per mesi abbiamo sognato.

Facciamo questi ultimi 1400 km di trasferimento tutti di un fiato e il 06 aprile  siamo in vetta al Sajama ponendo fine alla nostra avventura tanto che in cima esclamo ………” non ci credo ancora “

Sono felice.....anzi siamo felici per primi abbiamo pensato e realizzato un mega concatenamento salendo le 13 più alte montagne del Sud America in 43 giorni sobbarcandoci migliaia di km per i trasferimenti.

Un immenso grazie alla squadra logistica formata dagli amici Rolando Linzing, Guilermo Almarez e Marco Calamarro....senza di loro niente!

Infine le persone più importanti di questa avventura alpinistica i due fratelli Franchini, da me definiti due autentici "animali da montagna " GRANDI !

Un enorme bravo a Michele che ha condiviso con noi tutte le fatiche.

Questa avventura tra questi colossi Andini è stata autentica e selvaggia, da non sottovalutare ma sopratutto da conoscere anche per la loro storia alpinistica costruita dagli Indios molto prima della storia alpinistica delle Alpi.

Concludo questo pensiero festeggiando questo risultato con un arrivederci al prossimo autunno per le due salite Peruviane, ma questa è un'altra storia, intanto ci godiamo questo bel risultato per noi e l'alpinismo Italiano nel mondo.

 

Nicolini Franco